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Recenti novità normative nel settore dell'autotrasporto
Lo scorso 22 agosto sono entrate formalmente in vigore le nuove norme in materia di “Tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato dell’autotrasporto di cose per conto di terzi”, contenute nell’art. 83-bis del D.L. n. 112/2008, così come convertito nella Legge 6 agosto 2008, n. 133, pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 196 alla Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008.

Le disposizioni contenute nell’art. 83-bis, commi 1-16, introducono una articolata disciplina in materia di determinazione del corrispettivo per i servizi di autotrasporto dettata dall’esigenza di tenere conto dei riflessi degli incrementi periodici del costo del carburante sui costi di esercizio delle imprese operanti nel settore.

Le nuove norme, inoltre, fissano il termine di pagamento del corrispettivo relativo ai contratti di trasporto di merci su strada in trenta giorni dalla data di emissione della fattura da parte del vettore, salva diversa pattuizione scritta fra le parti, prevedendo, in caso di mancato rispetto del termine, il diritto del creditore alla corresponsione degli interessi moratori nella misura stabilita dall’art. 5 del D.Lgs. n. 231/02 (art. 83-bis, commi 12 e 13).

Per i contratti scritti è previsto che il contratto, oppure la fattura emessa dal vettore, dovrà evidenziare la parte del corrispettivo dovuto dal committente corrispondente al costo del carburante sostenuto dal vettore per l’esecuzione delle prestazioni contrattuali.

Secondo la nuova disciplina tale importo dovrà corrispondere al prodotto dell’ammontare del costo chilometrico per la classe cui appartiene il veicolo utilizzato per il trasporto, così come rilevato nel mese precedente a quello di esecuzione del trasporto, moltiplicato per il numero dei chilometri corrispondenti alla prestazione indicata nel contratto o nella fattura (art. 83-bis, comma 4).

Il costo chilometrico, per le diverse tipologie di veicoli, dovrà essere determinato, ai sensi dell’art. 83-bis, comma 1, sulla base delle rilevazioni del costituendo “Osservatorio sulle attività di autotrasporto” istituito in seno alla “Consulta generale per il trasporto e la logistica”.

Per i contratti conclusi verbalmente, la nuova normativa prevede che la fattura emessa dal vettore dovrà, innanzitutto, evidenziare la parte del corrispettivo relativa al costo del carburante sostenuto per l’esecuzione delle prestazioni contrattuali, il cui importo dovrà essere calcolato secondo le stesse modalità sopra viste per i contratti scritti (art. 83-bis, comma 6).

Inoltre, a differenza di quanto accade per i contratti conclusi per iscritto, la parte del corrispettivo dovuta al vettore, diversa da quella corrispondente al costo del carburante, dovrà corrispondere a una quota dello stesso corrispettivo che sia almeno pari a quella identificata come corrispondente ai costi diversi dal carburante secondo le determinazioni di cui all’art. 83-bis, comma 2 (ovverosia sulla base delle rilevazioni dell’ “Osservatorio sulle attività di autotrasporto”, di cui si è detto) (art. 83-bis, comma 7).

Il meccanismo di determinazione del corrispettivo stabilito dalla nuova normativa non è derogabile dalle parti: laddove il corrispettivo concordato tra committente e vettore risulti inferiore a quello che risulterebbe dall’applicazione del sistema di calcolo sopra descritto, il vettore ha diritto al pagamento della differenza, potendo chiedere l’emissione di un decreto di ingiunzione di pagamento provvisoriamente esecutivo (art. 83-bis, comma 9).

Al fine di garantire l’effettività della nuova disciplina, il legislatore ha previsto un meccanismo sanzionatorio particolarmente penalizzante per l’impresa di autotrasporto inadempiente. In particolare, è prevista l’esclusione fino a sei mesi dalle procedure per l’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi, nonché l’esclusione, per un periodo di un anno, dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali di ogni tipo previsti dalla legge (art. 83-bis, comma 14).

Il nuovo regime non è ancora pienamente operativo non essendo ancora disponibili le determinazioni di cui all’ art. 83-bis, commi 1 e 2, necessarie per effettuare il calcolo della parte del corrispettivo inderogabile dovuta dal committente.

Il legislatore, tuttavia, ha previsto che fino a quando non saranno disponibili le determinazioni suddette opererà immediatamente in relazione agli incrementi registratisi a far data dal 1 luglio 2008 il meccanismo di adeguamento automatico del corrispettivo disciplinato dall’art. 83-bis, comma 10.

Secondo la disciplina transitoria, che si applica sia ai contratti scritti che a quelli conclusi verbalmente, l’importo dell’adeguamento automatico dovuto dal committente per l’incremento dei costi del carburante è calcolato sulla base delle rilevazioni mensili effettuate dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) e si applica ai corrispettivi per le prestazioni di trasporto pattuite nei mesi precedenti qualora le variazioni intervenute nel prezzo del gasolio superino del 2 per cento il valore preso a riferimento al momento della conclusione del contratto.

Da ultimo, occorre segnalare che è stata annunciata l’adozione, da parte dei Ministeri competenti, di apposite circolari esplicative volte a chiarire gli aspetti della nuova normativa che creano maggiori difficoltà applicative.


Per consulenze e informazioni contattare:

STUDIO LEGALE ZUNARELLI E ASSOCIATI
Prof. Avv. Massimo Campailla
Avv. Barbara Michini
Via del Monte, 10
40126 - Bologna
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